Il Rapporto Istituzioni e Forze Armate

Quando si parla di unità nazionale in genere si tende a ricordarne i principali protagonisti. Affianco ai nomi di Cavour, Garibaldi, Gioberti…. i primi decenni della storia unitaria italiana sono stati intimamente legati alla figura di Vittorio Emanuele II. Lapidi, monumenti, piazze, strade e perfino città furono dedicate al primo sovrano del Regno d’Italia.

Quando il 4 giugno 1911 fu inaugurato il Vittoriano per celebrare i primi 50 anni dell’unità nazionale, di fatto l’Italia territoriale non era ancora del tutto compiuta. Potrebbe apparire solo una mera casualità, ma solo dopo anni di una logorante guerra, la conquista delle terre irredente si ottenne a circa 600 km dalla capitale nell’ottobre-novembre 1918, con la battaglia Vittorio Veneto.

La successiva “quadratura del cerchio” si avrà poi nel 1921, con la trasposizione delle spoglie del milite ignoto presso il Vittoriano. Da quel momento, al di là delle ricostruzioni ideologiche o manipolazioni propagandistiche, il “foro patriottico” diventò inequivocabilmente non più un monumento regale, ma il principale luogo della memoria nazionale. Dove le massime autorità dello Stato rendono un reverente omaggio a tutti i caduti per la Patria.

L’Altare della Patria costituisce la sintesi perfetta del connubio Istituzioni, Forze Armate e Amor di Patria. A questo punto sarebbe interessante indagare in quale misura questo sentimento sia condiviso e diffuso nel tessuto sociale nazionale.

Tra poco si andranno spegnendo i riflettori sulle celebrazioni in ricordo della Grande Guerra. Invece, è auspicabile l’avvio di un nuovo ciclo di iniziative di carattere culturale per ridare impulso alla memoria della giornata dell’unità nazionale e delle sue Forze Armate. Un evento che rischia di diventare addirittura anacronistico o “settario”, soprattutto se le esigenze della società vanno mutando.

Fonte:http://www.difesaonline.it/evidenza/approfondimenti/il-rapporto-istituzioni-e-forze-armate-nella-sintesi-scultorea-di-giulio

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